L'ultima grande mobilitazione della scuola è quella relativa ai device digitali da fornire agli alunni in difficoltà. Una grande operazione finanziaria e logistica visto che le scuole sono chiuse e non è così agevole contattare famiglie e adetti per svolgere anche le più semplici operazioni.
Persino il mercato digitale segue con affanno questa operazione e per farsene velocemente un'idea è sufficiente seguire la parabola crescente dei prezzi in un periodo tutt'altro che favorevole al commercio.
L'obiettivo nobile di questo notevole sforzo è di proteggere, da dettato costituzionale, il diritto allo studio .
Ma si sa, la strada per l'inferno è lastricata di buone intezioni.
Intenzioni tuttaltro che disprezzabili, anzi lodevoli, ma che si scontrano con una realtà capace di vanificarne gli obiettivi e rendere tutto una gigantesca ipocrisia.
Se partiamo dal fatto che nessuna formazione a distanza è possibile senza un minimo di competenze digitali applicate alla didattica, sia dei docenti sia dei discenti, occorre capire quale è la situazione reale delle scuole, soprattutto delle primarie.
Perché si possa parlare di inteventi significati e non paliativi, allievi e insegnanti avrebbero dovuto sperimentare insieme alcune metodologie di base legate agli strumenti digitali che oggi avrebbero potuto rappresentare quelle abilità comuni su cui poggiare quel minimo di continuità didattica che si può garantire a distanza.
Il fatto che, almeno staticamente, queste pratiche sono tuttaltro che consuetudini è purtroppo ancora una realtà con cui fare i conti.
E mentre una certa critica nazionale si concentra sulla professionalità dei docenti nessuno parla del vuoto culturale di tantissime famiglie che non ritengono necessario possedere un dispotivo digitale di produzione in casa.
Sono case dove ci sono di sicuro tanti smartphone quanti componenti del nucleo famigliare, anzi anche qualcuno in più ma che, per esempio, ritengono che i pochi giga del loro piano tariffario soddisfino appieno le oro esigenze di connessione.
Come si accende un pc? Come si usa un browser? Come si fa una ricerca online? A cosa serve quel programma?
Che importa tanto chiedo a Siri!
Che importa tanto chiedo a Siri!
A molte di queste famiglie lo Stato sta riconocendo tablet e pc in comodato d'uso ed io mi chiedo: serviranno alla didattica?

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